ONA: Short Film Festival

ONA: il festival dei documentari sportivi presentato da Joaquin Gomez.

Ho insegnato Yoga per i ragazzi di ONA. Fra documentaristi e atleti è uno spettacolo continuo, che mostra il legame fra lo sport, Venezia e il Cinema. Si trattiene sempre il fiato quando si ammirano i documentari degli apneisti, ci si carica quando i campioni di arrampicata raggiungono le loro vette e ci si commuove a sentir parlare il Calumè, protettore delle Gringne.

Il Manicomio di Venezia che brilla come un star

L’antico manicomio di Venezia, nell’isola di San Servolo, si trasforma in un colorato cinema all’aperto.

Joaquin Gomez, documentarista e produttore argentino trasferitosi a Venezia, ci guida attraverso il festival ONA Short Film Festival«ONA è il festival dei cortometraggi sportivi – spiega Joaquin Gomez – siamo giunti alla quinta edizione e ogni anno partecipano sempre più documentaristi, attivisti e atleti. Il festival diventa un modo per dialogare con i protagonisti e diventare sport. Tu stessa fai lezione di Yoga e questo rende ONA legato ad ogni forma di movimento. Abbiamo anche una sezione per i cortometraggi animati, perché il nostro amore per i i film comprende ogni tecnica.

Siamo ospiti dell’antico Manicomio della città, nell’Isola di San Servolo: il nostro ruolo è valorizzare un luogo legato ad un passato buio e illuminarlo con il cinema e la forza degli atleti che vengono immortalati in questi film. Ogni anno, all’inizio di Settembre il festival è aperto gratuitamente a tutti, per scoprire il legame fra lo sport e Venezia”.

Catania

Andiamo a Catania per conoscere Associazioni incredibili e visitare una quartiere poco conosciuto: Librino.

Abbracciata dal Mar Ionio e protetta dalla vetta dell’Etna, Catania è la culla degli elementi, che qui si toccano e si sfiorano: cielo, fuoco, terra e mare dialogano con il passato greco, arabo, spagnolo e normanno.

Il mercato di Catania, fra scatoloni, pesce fresco e piccioni

Instancabilmente la città coinvolge il viaggiatore, in una scoperta unica: dall’ordinato quartiere Librino, realizzato dal giapponese Kenzò Tange, al caotico e odoroso mercato ittico; Catania è così quotidianità, storia e modernità.

Storia

Dalle origine preistoriche fu casa per greci, romani, ostrogoti e ciclopi. In seguito, i canti dei muazzin arabi invasero le strette vie della città, per poi essere zittiti dai vespri siciliani dell’occupazione angioina. La dominazione spagnola modificò ancora una volta la sua struttura, imponendosi anche nella lingua. Per i catanesi, infatti, andare “alla Playa”, non è solo un retaggio degno di una canzone dei Rigueira, ma un modo per indicare il litorale, che si estende per 18 chilometri. Con queste sfaccettature la città palleggiò fra il controllo dei Savoia e quello borbonico, per diventare parte del Regno d’Italia nel 1860. Nonostante la furia dell’Etna e di terremoti, che la distrussero più volte, la città fu ricostruita, con un progetto urbanistico Giovanni Battista Vaccarini, di cui si riflettono gli influssi di Juvarra, Bernini e Raguzzini. Grandi viali e nuove fabbriche, la trasformarono in una Coketown, degna di un romanzo di Dickens, ma con l’energia del Mediterraneo.

Nell’Aprile 1907, piazza Giovanni Verga, divenne sede della seconda esposizione agricola siciliana. Lo stile Liberty face da padrone, con linee morbide che competevano con la virtuosità barocca onnipresente in città: chioschi, giochi d’acqua e il tram elettrico resero Catania un baluardo di modernità e sfide ingegneristiche. Nel 1905, in via del Gazometro, alcune fabbriche dismesse divennero il deposito dei materiali elettrici dei tram, che sostituirono i malinconici omnibus usati dalla nobiltà: conducendo i passeggeri lungo i binari disposti fra le vie del centro e la spiaggia si apriva una nuova era.

Nel 1943 la città fu mutilata dalla devastazione della guerra, che si abbatté sui suoi lavatoi, sulle case barocche e sulle botteghe cittadine, come la storica oreficeria dei fratelli Russo. Dalle ceneri rinacque l’ultima Catania: divenne la seconda città più grande della Sicilia, oggi terzo scalo aeroportuale d’Italia e prestigiosa sede universitaria. Una città frizzante ed energica.

Dritti a Librino

Vi consiglio di dirigevi al quartiere Librino per conoscere i Briganti. Non fatevi spaventare dal nome! Librino sta fiorendo grazie a delle Associazioni culturali che credono davvero nella città e proprio noi possiamo aiutarlo ad abbattere la sua fama.

Entriamo attraverso la Porta della Bellezza, il più grande basso rilievo in terracotta al mondo e dal murales il Cantico di Librino, realizzati da Antonio Presti. Due opere che danno voce e forma agli abitanti di quest’area della città.

Il quartiere nacque nel 1976 con la promessa di essere la nuova zona multifunzionale della città. La struttura urbana fu commissionata all’architetto giapponese Kenzò Tange, che realizzò un centro ordinato e funzionale. Purtroppo la mal gestione delle risorse e la subitanea perdita di fiducia dei catanesi lo impoverirono, sino a degradarlo: ma in questi ultimi anni, Librino sta rinascendo.

Il quartiere è conosciuto in Italia per un grande merito sportivo: la squadra di Rugby. Lo sport è quindi diventato un mezzo per la rinascita di Librino e per il futuro di ragazzi e ragazze che lo abitano, grazie all’Associazione sportiva i Briganti. La passione e il sacrifico di tutti i briganti e le brigantesse ha permesso di ripristinare lo stadio: dalla partita al terzo tempo, le famiglie sono unite in progetti di associazionismo con altre realtà di Catania, come il bar libreria GammaZita. Ogni giorno si battono contro l’abbandono scolastico e l’impoverimento del quartiere.

Un sorso di…

Durante le vostre passeggiate vi imbatterete nei tanti chioschi che vendono limonata fresca. Lasciatevi tentare e non ve ne pentirete! Continuate verso il castello Ursino e dirigetevi da GammaZita. Qui Veronica, Daniele e i ragazzi dell’associazione vi conquisteranno con cocktail deliziosi e prodotti a chilometro zero.

GammaZita: un luogo imperdibile

Consigli di lettura:

Visitate la libreria di GammaZita, vicino al bar. Troverete delle piccole perle, selezionate da Veronica.