L’impresa Sociale Edipo Re

Il progetto di Impresa Sociale Edipo Re: fra le onde della Laguna e l’anima di Pasolini.

La Mostra del Cinema si lega indissolubilmente alla vita della Laguna. Appuntamento imperdibile è bere un drink al tramonto ammirando l’isola degli Armeni e l’imponente Barca di Pier Paolo Pasolini, che dorme, sulle onde placide, salutando Venezia. Per compiere questo viaggio di scoperta sull’Edipo Re, ho intervistato Sibylle Righetti, documentarista e responsabile del Progetto di Impresa Sociale Edipo Re. 

Un’offerta per tutti

Sibylle mi accoglie, con la sua eleganza e gentilezza. Edipo re è un progetto che cresce ogni anno. In questi giorni occupa la Riva di Corinto del Lido. E’ un luogo davvero magico, con comode sdraio e roulotte che preparano cibo delizioso. E’ soprattutto un’offerta aperta a tutti: un luogo democratico in cui ci si può ritrovare fianco a fianco di attori e registi, sotto l’occhio vigile dell’Edipo Re.

«La Mostra del Cinema segna l’avvio del nostro progetto italiano di Impresa Sociale – spiega Sibylle Righetti – in unione con le realtà del terzo settore promuoviamo un’offerta culturale aperta a tutti, con proiezioni, musica e cibo. Organizziamo presentazioni di libri, concerti, feste private, ma diamo la possibilità di essere semplicemente ospiti della Laguna. Si chiacchiera, balla e si ammirano Edipo Re e Venezia. Per noi il progetto è il simbolo del turismo sostenibile nella Laguna di oggi, che in passato ha ospitato Pier Paolo Pasolini e Maria Callas. Un modo alternativo di essere parte della Mostra del Cinema».

Effeceramics

Forme, colore e plasticità: tutto questo prende vita dalle mani di Francesca

Occhi verdi, voce dolce e mani d’artista, nel mondo che plasma Francesca con la sua arte. Vi presento Effeceramics, dove gres e porcellana diventano creazioni che narrano le mille vite della loro creatrice.

In viaggio seguendo l’acqua

“Sono Francesca, nata e cresciuta a Venezia, fra la trattoria dei miei genitori e le callette che percorrevo sfrecciando con la bici da cross. Sin da piccola, ho sentito la necessità di vedere altri luoghi e di imparare cose nuove. Mi sono trasferita a Trieste, poi a Padova per laurearmi in psicologia, ripartita per Amsterdam, volata in Sardegna e, infine, sono ritornata a casa, a Venezia.

La mia passione per la ceramica è nata nella città dove Svevo e Saba hanno trovato la loro ispirazione: Trieste. Ho incontrato il mio primo maestro e mi sono portata appresso l’amore per la materia. Seguendo il consiglio di un’amica, mi sono trasferita in Olanda: un viaggio che è durato 6 anni. Ho iniziato a fare un tirocinio con “le lavoratrici del sesso”, in un progetto di psicologia dell’UE.

L'arte e i colori che parlano del mondo foto @naturallyepicurean
L’arte e i colori che parlano del mondo foto @naturallyepicurean

Anche in Olanda ho cominciato un laboratorio di ceramica e ho imparato le tre tecniche base che anche oggi utilizzo. Ho assaporato il tornio, ma la svolta è stata quando ho incontrato il mio maestro proveniente dalla Grecia, come se il mare e il Mediterraneo mi ispirassero. Il suo motto è stato “dimentica tutto quello che sai sul tornio e reimpariamo”.

Portando avanti questa passione, ho proseguito nel ramo della psicologia applicata e sono diventata Doula; questa figura è poco conosciuta in Italia: in Olanda è una figura di riferimento e di supporto emotivo alle famiglie expat che devono affrontare il parto. E’ una carica emotiva importante, in particolare per le persone che decidono di partorire in casa. Con tanta ricchezza nell’animo, sono ritornata in Italia, alla ricerca del mare e del sole“.

Le isole dell’ispirazione

“Ho trovato l’illuminazione in Sardegna, continuando a far ceramica. Qui ho conosciuto la porcellana, che è diventata la mia nuova ispirazione. Ho dato alla luce mio figlio e sono ritornata a Venezia. L’isola, l’acqua, la tranquillità mi hanno dato nuove consapevolezze. Ho deciso di rivedere le mie conoscenze e osservarle in maniera diversa: mercatini, laboratori e corsi con i bambini. Questa sono la nuova io: illuminata dalle esperienze in giro per l’Europa e dall’essere diventata mamma.

Mani per creare e per indossare
Mani per creare e per indossare

Da quest’anno, a Venezia, ha preso forma il laboratorio in cui creo i miei prodotti. Conosco persone nuove, sento la necessità e la curiosità dei cittadini di avvicinarsi a quest’arte. Posso affermare che l’artigianato a Venezia non sta morendo: vedo una rinascita di gente che vive qui e vuole portare avanti i suoi progetti”.

Porcellana e Gres: comunicare con la materia

“I materiali che plasmo sono la porcellana e il gres. Due elementi naturali che comunicano in modo diverso. Il gres è composto da un’insieme di minerali che vetrificano ad alta temperatura. È un minerale antico, che deriva dalla sgretolazioni di pietra e proviene dall’Europa centrale. E’ come toccare il passato del mondo. La porcellana è morbida, bianca e delicata: appena lasci un’impronta, la incorpora. La porcellana ha eleganza nella sua sottigliezza, mentre il gres è più spesso, più adattabile a certi usi. Il mio caffè lo berrei in una tazza di gres.

A cup of coffee with Francesca
A cup of coffee with Francesca

Ciò che amo è creare ceramiche che possano essere usate tutti i giorni, in varie parti del mondo: chiedo sempre dove andranno. È ceramica ad uso contemporaneo che parla dei luoghi in cui ho vissuto: porto da Amsterdam l’aspetto minimalista, la Sardegna per i corallini, Venezia per i colori, di prevalenza verde e blu. Le forme sono free-flow: lascio andare le energie e le opere nascono con i movimenti. Quando creo mi sento libera. Sono felice di poterlo essere.

I miei progetti sono quelli di diffondere l’arte con la ceramica e con l’insegnamento. Vorrei puntare di più sui bambini e sui giovani, per dare loro questo senso di libertà. Per me stessa, la creazione è, ogni volta, un’eterna evoluzione di forme e colori”.

Andate a trovare Francesca e seguite i suoi corsi base. Francesca collabora anche con l’associazione veneziana di ceramisti e realizza corsi di tornio individuali nel suo laboratorio.

Visitate il sito e la pagina Instagram.

https://www.effeceramics.com/

Yóllotl: Musica e Arte Plastica per una Comunità Inclusiva

Un progetto veneziano che crea un ponte fra disabilità e migrazione: Yóllot.

Inclusione, scambi culturali e creatività sono stati gli ingredienti che hanno dato vita al laboratorio Yóllotl. Una realtà creativa che, assieme al Coro Voci Dal Mondo ha dato vita alla prima parte del progetto “musica e arte plastica per una comunità inclusiva”. Il laboratorio ha preso vita fra Venezia e Mestre, da Marzo a Giugno e ora…è pronto a decollare.

Grazie al sostegno economico della Fondazione Migrantes è stato possibile riunire più realtà veneziane: Coro Voci Dal Mondo, i laboratori Yóllotl, l’Associazione Italiana Persone Down sede di Venezia e Mestre, l’Associazione SOS diritti e l’Associazione Griots.

Arte con il cuore

Che cosa significa Yóllotl? Il nome deriva da Yolteotl che, nell’antica lingua messicana náhuatl, si lega alla creatività e alla spiritualità. Si compone della parola Yóllotl, che significa cuore e di Téotl, che indica Dio. Nell’unione di termini è quindi il “cuore di Dio”, inteso come l’unione fra mente e spirito, che dà vita ad una creatività spirituale.

I ragazzi dell'Associazione AIPD, nella creazione delle maschere. Foto @annavercellotti
I ragazzi dell’Associazione AIPD, nella creazione delle maschere. Foto @annavercellotti

Il progetto è quindi diventato l’unione fra cuore e mani, per raggiungere una coesione fra creatività, inclusione e spirito. Yóllotl ha avuto una durata di tre mesi e mezzo, toccando il Ramadan, la Pasqua e il Solstizio d’Estate. Un viaggio che ha permesso ai partecipanti di conoscere altre tradizioni, prendendo parte al viaggio di scoperta attraverso culture, lingue e abilità differenti. Tutto si lega al significato di Yóllotl: gli abiti incarnano il cuore di queste popolazioni e gli spiriti degli antenati che continuano a trapassare il tempo. I partecipanti al progetto hanno conosciuto le tradizioni di altri Paesi, legandosi alla spiritualità e al lavoro di gruppo.

Gli abiti Munganji hanno rappresentato lo spirito degli antenati. Nelle tradizioni sub-sahariane i ballerini vestono tute integrali e danzano durante le cerimonie. I BWA indossano abiti che di tradizione animista. Sono maschere lignee molto pesanti e grandi, utilizzate oggi in rituali e danze. Spesso vi sono disegni e linee che creano un dialogo fra la divinità e coloro che le parlano. I Surma sono pastori etiopi: le loro maschere sono spesso dipinte sui corpi d’ebano. Sono linee e punti di bianchi che rappresentano la personalità di chi le indossa. Giungendo in Cile sono stati realizzati gli abiti delle comunità Kawesqar. Dal 2009 è stata designata come Tesoro Umano Vivente dell’UNESCO. È una comunità ormai estinta, legata alla natura, alla pesca effettuata con le canoe e alla lingua millenaria. L’idea di presentare questo tesoro della cultura è stato un modo di portare l’attenzione alla precarietà delle tradizioni meno difese. Infine si è arrivati in Messico, con i danzatori Chinelos. Gli abiti prendono in giro i conquistatori spagnoli che possono permettersi di fare festa mentre il popolo lavora per loro. Vengono proposte danze energiche con abiti lunghi, che creano effetti ottici in chi ammira.

Voci sul campo

“E’ stata un’esperienza intensa che ci ha davvero arricchiti – racconta Concepciòn Garcìa Sànchez, la guida del laboratorio – ognuno di noi è cresciuto in questo viaggio fra la creatività e l’inclusione. Il progetto è stato gestito in tre sedi e ognuno ha dato prova di essere responsabile e coinvolto in questa esplorazione creativa. Le mani, i tessuti e i colori si sono davvero intrecciati in un cuore, con spiritualità, come dice il nome Yóllotl. I partecipanti che hanno affiancato i laboratori, chiamati con una ”Call for volunteers” lanciata sui social, sono stati indispensabili. Grazie al Coro Voci Dal Mondo, a Fondazione Migrantes, Caritas,  Aipd , SOS diritti e Griots le nostre creazioni verranno presto presentate al pubblico. Il legame fra la musica e l’arte plastica continuerà nei prossimi mesi, con una serie di progetti in collaborazione con il Coro Voci dal Mondo. Restate sintonizzati”.

Una delle nostre collaboratrici durante il laboratorio Yóllot. Foto @annavercellotti
Una delle nostre collaboratrici durante il laboratorio Yóllot. Foto @annavercellotti

             “Per tutti noi il laboratorio Yóllotl stato un’esperienza memorabile – raccontano i ragazzi di Aipd Venezia e Mestre – all’inizio abbiamo combinato qualche pasticcio: la colla e la carta pesta non sempre sono state dosate bene; così come i colori, che a volte dovevamo ricreare per avere un buon risultato. Ci siamo divertiti e scoperto tanti trucchi del mestiere. Abbiamo imparato a riconoscere i tessuti e i materiali: la loro consistenza è diversa, come le maschere e i costumi che abbiamo creato. Ognuno di noi si è occupato di realizzare maschere diverse, collaborando e conoscendo persone splendide. Un’esperienza che porteremo sempre con noi.”

             “Il progetto Yóllotl ha dato ad ognuno di noi un’occasione per essere creativi e coinvolti – spiegano i ragazzi e le ragazze migranti– anche chi non parlava l’italiano ha imparato nuove parole. Ci siamo sentiti parte di un gruppo e nessuno aveva mai fatto un’esperienza simile. Abbiamo imparato a lavorare diversi materiali: alcuni oggetti erano simili a quelli delle nostre tradizioni, come braccialetti e pendenti. La creatività ci ha dato la possibilità di metterci in gioco. Portiamo con noi la consapevolezza che siamo tutti uguali e che le tradizioni di Paesi molto lontani tra di loro sono, in realtà, simili.”

Erika Mattio, Griots Venezia

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Visitate il sito Coro Voci dal Mondo https://corovocidalmondo.wordpress.com/

Boutique del Cucito

Veronica è cittadina del mondo, che rappresenta nella “Boutique del Cucito”.

Nata a Torino da genitori siciliani, cittadina del mondo per scelta. Veronica è ideatrice del brand “BOUTIQUE DEL CUCITO”: un universo in cui abiti, tappezzerie nautiche e tradizioni del mondo si incontrano, dando vita a capi unici.

Dalla terra del gigante Encelado, in viaggio fra la Mole, il Ponte dei Sospiri e la Capitale, con un bagaglio zeppo di tessuti e proposte innovative, Veronica Castrovinci è un vulcano di progetti.

Veronica

Sono nata a Torino, ma ho un forte legame con la terra dei miei genitori, la Sicilia, di cui porto con me l’energia. Vivo a Torino, ma sono spesso in giro per l’Italia, dove collaboro con molte associazioni. Ho lavorato alla radio, in un centro di tappezzeria nautica, in negozio e ora…curo la mia creazione “La Boutique del Cucito”. Ogni esperienza mi ha insegnato cose diverse ma, oggi, sono riuscita a trovare il filo rosso che ha unito tutto il mio vissuto.

Le mille proposte di Veronica
Le mille proposte di Veronica

La valigia è sempre pronta e la macchina da cucire non si ferma mai. Il mio brand è eclettico: dagli abiti classici a quelli sportivi, cerco di miscelare le tradizioni del mondo con quelle dell’Occidente. In numerosi eventi presentati fra i nord e il sud Italia ho messo in scena il progetto “I colori del mondo”, dove tessuti africani e indiani, sposano linee di abbigliamento europee. Il mondo è la mia casa e lo rappresento nella mia linea sartoriale.

A volte le mie creazioni si legano ai libri e così nascono segnalibri e borse porta pagine; oppure alla casa, per cui creo cuscini, tendaggi o complementi di arredo. E poi ci sono le persone che mi ispirano nei viaggi di scoperta, a cui sono dedicati progetti e eventi. A Torino abbiamo dato vita al progetto “Passerella per la vita” in occasione della giornata per i tumori ginecologici; a Venezia al collettivo “Il vento degli artigiani”, per dare luce al made in Italy”; seguitemi perchè tante altre avventure vi aspettano”.

Vi aspetto sui social e sul mio shop online https://www.instagram.com/boutique_del_cucito/

Ear Buddy

Un sistema innovativo e made in Italy per il benessere delle nostre orecchie, dell’ambiente e degli amici a 4 zampe.

Una scoperta che farà del bene alle persone, agli animali e all’ambiente: EarBuddy. Un rivoluzionario e innovativo cotton-fioc, 100% riciclabile e Made in Italy e in Venezia.

Non pensate ad un cotton-fioc come ad un elemento di poco conto. Ogni bastoncino crea dei danni incredibili alle nostre orecchie e all’ambiente. In primis, le orecchie possono irritarsi fino alla lesione del timpano, ma l’ambiente è il soggetto più a rischio. Le parti in plastica, infatti, diventano spesso cibo illusorio per pesci e specie marine, trasformandosi in trappole mortali. Per non parlare delle microplastiche, che si accumuleranno ancora per centinaia di anni nei fondali e sulla terra.

Alessandro

“Sono un designer industriale e vivo a Venezia – si presenta Alessandro – Ho sempre pensato che il design servisse a migliorare la vita delle persone e dell’ambiente. Durante il lockdown ho iniziato a lavorare ad alcuni progetti e mi sono incuriosito sulla forma dei cotton-fioc. Ho iniziato a studiare i limiti, sia del loro utilizzo che del loro materiale e cercato di apportare migliorie.

Alessandro e il kit Ear Buddy
Alessandro e il kit Ear Buddy

Con il supporto di un collega, Alessio, abbiamo dato vita ad una start up, MIO COLIBRì. Inizialmente è stato complesso: abbiamo contattato degli investitori, affrontato la burocrazia e realizzato le prime stampe in 3D del progetto.  Da questa base ho iniziato ad applicare le mie doti di designer. Confrontandomi con degli otorinolaringoiatri, ho cercato di creare un oggetto funzionale, riutilizzabile per centinaia di volte, riciclabile e anche gradevole alla vista: che potesse rispecchiare la sicurezza per l’uomo e per l’ambiente e…anche per gli animali.

Con il sostegno di INVITALIA (l’agenzia nazionale per il progetto d’impresa) e di Lazio Innova, società della regione Lazio e della Camera di Commercio di Roma, abbiamo così raggiunto il risultato finale– continua il designer – Il nome è giocoso: in inglese “earbud” è l’auricolare e “buddy” è un appellativo amichevole. Giocando sulle assonanze inglesi abbiamo creato, però, un prodotto 100% italiano. L’oggetto è realizzato in tre parti: una base, un nucleo centrale e una pipetta che si gonfia e, per abrasione, porta via il cerume o l’acqua.

La start up si chiama MIO COLIBRÌ perché ci siamo ispirati ad una fiaba Keniota. Racconta la resilienza di un colibrì che, durate un incendio, raccolse una piccola goccia d’acqua posandola sul fuoco. Gli altri animali non riuscirono a capire il valore del gesto, ma il colibrì invitò tutti ad imitarlo. Gli animali iniziarono a fare lo stesso: grazie al lavoro di tutti, l’incendio si spense.

Dobbiamo essere come il colibrì e insegnare agli altri a cooperare per l’ambiente e per il benessere collettivo. Proprio gli animali saranno nel futuro di EarBuddy. Con l’aiuto di un team di veterinari, abbiamo iniziato la progettazione uno strumento simile per i cani, in particolar modo quelli ad orecchie lunghe. Se la campagna per gli umani avrà successo, inizieremo con quella dedicata agli amici a quattro zampe.

EarBuddy è ormai brevettato e pronto al lancio. Il 24 luglio ha avuto inizio la nostra campagna di crowdfunding su Kickstarter conclude Alessandro – I prodotti sono stati messi in prevendita: con l’aiuto di chi crederà in noi, aumenteremo la produzione. Ci distinguiamo dagli altri per il design innovativo, per i materiali e per la produzione che si dirama fra Milano e Venezia. Siamo sicuri che questo prodotto migliorerà l’igiene delle persone, aiuterà quella degli animali e rispetterà l’ambiente”.

Non ci resta che rimanere sintonizzati e provare questo nuovo strumento pensato, davvero, per tutti.

Seguite il progetto su get.earbuddy.life

TatuFactory

Un viaggio fra la bellezza della natura e la simpatia degli animali, con Giulio e Veronica e il loro Tatu Factory

Veronica, Giulio vi faranno viaggiare in mille mondi, rispettando l’ambiente e gli animali.

Venezia ci trasporta in una nuova avventura che vi farà viaggiare dalla Via della Seta alle Ande. Con le illustrazioni di Veronica e l’animo da viaggiatore di Giulio, si parte alla scoperta di nuovi mondi, animali e colori.

Veronica e Giulio

“Siamo Veronica e Giulio, veneziani di nascita e compagni da una vita – racconta Veronica – Assieme abbiamo fatto nascere TatuFactory, un progetto creativo nato da circa un paio d’anni, dalla passione di Veronica per il disegno e dall’amore e il fascino che entrambi condividiamo per la natura e gli animali. 

Giulio, Veronica e la piccola Lavinia...il team TatuFactory
Veronica, Giulio e la piccola Lavinia…il team TatuFactory

Da sempre assidui viaggiatori, abbiamo tratto linfa e ispirazione dalle nostre mille avventure ed esperienze in giro per il mondo, aguzzando mente e vista alla ricerca di qualche avvistamento animale. Proprio da questo prende vita il nostro Logo, combinando due esperienze che per noi sono state incredibili ed indimenticabili: il nostro viaggio attraverso tutta l’Argentina, dove abbiamo avuto la fortuna di vedere l’armadillo (uno dei miei animali preferiti) e il viaggio attraverso l’Amazzonia brasiliana (mio posto del cuore da sempre). “Tatu” infatti in portoghese vuol dire proprio Armadillo. Ed ecco nascere quindi la fabbrica dell’armadillo, una tana colma di animali e vegetazione da scoprire e portare sempre con sé attraverso i prodotti che proponiamo. Dopo attente ricerche abbiamo selezionato felpe, t-shirts, tazze e vari accessori come zainetti, borse e astucci nel più possibile rispetto dell’ecosostenibilità e della sensibilità in filiera lavorativa. Tutto parte dai miei disegni originali, acquerelli su carta, che poi trasportiamo e lavoriamo in digitale e stampiamo sui vari prodotti.

Crediamo fortemente nel vivere il più possibile in armonia e rispetto con l’ambiente e tutti i suoi abitanti. Speriamo che le persone non smettano mai di stupirsi davanti alla bellezza e al fascino della natura, e che si valorizzi sempre l’importanza di ogni essere vivente, anche del più piccolo e magari meno amato grillo talpa”. 

Pronti a viaggiare con Giulio e Veronica? https://www.instagram.com/tatufactoryart/

Toihandmade

Vittoria e le sue passioni hanno dato forma all’universo Toihandmade.

Vittoria, scenografa e costumista di Gorizia, ha creato un mondo fatto di creazioni artigianali, cinema e abiti.

Dopo un Giro d’Italia fra Venezia, Gorizia e Milano, per imparare le tecniche del costume, della cinematografia e del tessuto, Vittoria ha ideato un brand che la rappresenta: elegante e ricco di consigli di stile.

Vittoria

Toi è il nome che mi dava mia nonna da bambina – spiega Vittoria – ho voluto portarla con me in questa avventura. Ho dato sfogo al mio amore per il costume, creando capi e accessori con tessuti riciclati, scampoli e prodotti naturali, per sensibilizzare chi li acquista sul valore dell’ambiente. Il cinema, che è la mia passione, si intrufola nelle mie creazioni. Non solo: ho creato delle collaborazioni con altri artigiani perchè…l’unione fa la forza.

Vittoria e lo stile Toihandmade
Vittoria e lo stile Toihandmade

Il periodo Covid è stato un effetto volano per realizzare la mia attività. Attraverso Instagram sono riuscita a trasmettere il mio mondo e le mie creazioni e tutt’oggi mi impegno ad esprimere ideali di moda sostenibile ed artigianale che io stessa seguo da anni. Creo delle dirette per sensibilizzare chi mi segue indirizzandolo verso una scelta di acquisto più accorta e coscienziosa: magari scegliendo il vintage o il second hand. Il dialogo è fondamentale, per scambiare idee e per imparare.

I miei accessori, oltre ad essere artigianali, sono pezzi unici realizzati con scarti di fabbricazione e tessuti vintage che, una volta utilizzati, non saranno più reperibili. Per questo faccio molta ricerca ed ho la fortuna di poter regalare oggetti in edizione limitatissima e quindi speciale”

Venite a trovarmi https://www.instagram.com/toihandmadecollection/

Fugu Bag

Geremia Siboni, artigiano e velista. Plasma tessuti in accessori unici.

Ravenna, città di Ostrogoti e Mosaici; ma è anche la città in cui la fantasia creativa di Geremia Siboni ha trovato ispirazione .

Appassionato di mare, vele e innovazione, Geremia ha dato vita a Fugu Bag, utilizzando materiali di recupero, che si plasmano in borse e creazioni uniche. Con lui, Giulia, frizzante e idealista, che si occupa di dare ispirazioni e del marketing.

Giulia e Geremia

I prodotti sono made in Itlay e spaziano da forme tondeggianti a vere e proprie opere d’arte racconta Giulia– Predominano i colori, che riempiono di allegria e personalità chi le indossa. Fugu è il nome del pesce palla in giapponese: seppur piccolo, riesce a creare splendide opere d’arte con la sabbia dei fondali. Come lui, vogliamo dare vita a tante creazioni, in un mare di idee”.

Frutta e Fugu con le amiche
Frutta e Fugu con le amiche: ambiente e colore

“Ho iniziato quasi per gioco nel 2021 – si presenta Geremia – la mia passione per il mare e i tessuti mi hanno portato a sperimentare. Ogni giorno mi venivano in mente modifiche e migliorie da apportare alle borse, nuove forme e personalizzazioni. Il pubblico ha cominciato a seguirci e ad apprezzarci. Con questa energia siamo cresciuti, creando nuove collaborazioni. Abbiamo da poco lanciato una nuova linea di prodotti riciclati, per essere sempre più rispettosi all’ambiente. I tessuti e la manifattura sono italiani, prodotti fra Ravenna, Venezia e Milano. Ispirandoci alla tradizione veneziana, abbiamo lanciato le Fugulane: un nuovo spunto per camminare con noi”.

Vi aspettiamo https://www.fugubag.it/