La Bolla di Mag

La storia di Alessandro: un giovane ragazzo siciliano che fa rivivere un borgo…con una bolla”.

Sicilia, terra di bellezza, miti, culture e tradizioni, ma anche di profumi, colori, paesaggi e stelle. C’è un borgo in cui è possibile incontrare tutti questi elementi e vivere una magia: San Pietro di Saponara.

In questo luogo c’è un ragazzo, che ha realizzato un sogno in un paesino nascosto sui Monti Peloritani: vi presento Alessandro Magazzù e La Bolla di Mag.

Un viaggio di ritorno verso il borgo dell’infanzia

“Sono Alessandro, ho trent’anni, vivo in provincia di Messina. Sono appassionato di viaggi e delle storie di chi li compie, ma anche un sognatore, legato al borgo arroccato sui Monti Peloritani da cui proviene la mia famiglia: San Pietro di Saponara. Dopo una breve parentesi lavorativa all’estero, sono tornato in Sicilia. In questa andata e ritorno ho percepito la sensazione di nostalgia e di voglia di iniziare un nuovo progetto. Ho deciso di mettermi in gioco e diventare un punto di riferimento per i viaggiatori come me, mettendo in luce la bellezza di questa terra, partendo proprio dal borgo legato alla mia infanzia“.

Il Borgo di San Pietro di Saponara
Il Borgo di San Pietro di Saponara

San Pietro è un paesino di 100 anime che si sta spopolando. Molti ragazzi si sono trasferiti in città e i turisti si fermano nelle più note località balneari, come le vicine Isole Eolie, escludendo dalla loro visita queste zone. Da amante dell’esplorazione sapevo che coniugare tutto ciò sarebbe stato possibile solo tramite una struttura ricettiva, che sposasse completamente la filosofia dello “slow tourism”, ossia turismo lento: scoprire luoghi poco affollati e immersi nella cultura locale per viverli realmente”.

Alessandro e sua mamma per festeggiare il primo anno di bolla
Alessandro e la sua mamma per festeggiare il primo anno di bolla

Un sentiero di pietra che attraversa tre generazioni

Ho iniziato a documentarmi e a studiare a fondo come trasformare la mia passione in un’attività che valorizzasse il mio legame con San Pietro. Cercando informazioni sui glamping è arrivata l’idea: una “bubble tent”, per ammirare le stelle e immergersi in quest’angolo unico di Sicilia, nel rispetto della natura e della cultura del borgo. Poco distante dal mare, nella frescura delle montagne, in pieno equilibrio con questa terra dalle mille proposte“.

La Bolla sul sentiero
Eleonora sul sentiero dove svetta la Bolla

La bolla svetta su una piccola altura cui si accede tramite un sentiero di pietra, che mio padre ha costruito negli ultimi anni della sua vita, ma che purtroppo è rimasto incompiuto. Oltre a voler completare l’opera mai terminata, volevo tenere vivo il ricordo di mio padre e di mia nonna che hanno vissuto qui tutta la loro vita e hanno cercato di trasformare questo luogo in un posto migliore. Allo stesso modo, con passione, affiancato da mia madre e grazie all’aiuto della mia compagna Eleonora, architetto che ha curato il progetto e il suo sviluppo in ogni minima parte, abbiamo dato vita al sogno “La Bolla di Mag”, dove “MAG” sono le prime 3 lettere del mio cognome, un omaggio alla mia famiglia”.

Natura, lentezza e stelle: gli ingredienti del glamping

“Festeggiamo il primo anno di attività. Sono arrivati tantissimi turisti stranieri, italiani e siciliani. La bolla è un’insieme di proposte nel rispetto del paesaggio perché la sua trasparenza non è impattante. L’obiettivo è far scoprire ai visitatori una Sicilia inedita e “vivere San Pietro”: non è turismo mordi e fuggi, ma una visita lenta e che porti gli ospiti a parlare di quest’area ad altri viaggiatori e a ritornare”.

Una giornata da apicoltore
Una giornata da apicoltore

Ogni mese, organizzo delle attività per coinvolgere i miei ospiti e le persone del posto. La mia idea è quella di creare un turismo slow per tutti e di coinvolgere soprattutto chi abita qui. Sono stati, infatti, creati dei sentieri percorribili con le biciclette che permettono di riscoprire i borghi limitrofi e introdotte attività legate alla tradizione siciliana e al benessere: dai massaggi alla produzione di miele, dalle lezioni di yoga allosservazione delle stelle. La mia terra è pronta per essere riscoperta, tutelata e amata da tutti.

Alessandro vi aspetta a San Pietro di Saponara.

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Cao Rio

Caorio con Nicolò e Alexandra: un progetto per ripulire e rieducare alla vita da Laguna.

Un progetto per tutelare la Laguna…a colpi di pagaia

Venezia è acqua, storia e mondo. Era ed è un porto che attira turisti, nuovi veneziani e innamorati della vita lagunare. Questo comporta due fattori che fanno parte della stessa medaglia: amore e pericolo per la Serenissima.

Spesso chi vive la città si appassiona alle merlettature, al baluginio della luce sull’acqua e si dimentica di essere devoto e rispettoso con l’ambiente che lo ospita. Bottiglie di plastica che galleggiano nei canali illudendo i pesci e i gabbiani di essere commestibili, sacchettini con escrementi di cani che puntellano gli antichi masegni e l’aridità dell’animo nel considerare la Laguna parte integrante della città. Venezia è laguna, canali e barene; calli, palazzi e ponti; piccioni, fenicotteri e cormorani; go, peoci e moeche: è un ecosistema che va rispettato in tutti i suoi elementi.

Nicolò e Alexandra, due giovani “nuovi veneziani”, hanno colto il valore della Laguna, della sua fragilità e della necessità di far conoscere questo aspetto a chi vive Venezia. Hanno così dato forma al progetto Cao Rio, che sarà una nuova ventata di ossigeno per l’ecosistema lagunare, e non solo!

La volontà di vivere a Venezia è Cao Rio

In un pomeriggio di maggio, con un timido sole di primavera, Nicolò e Alexandra presentano il loro progetto. Nei primi giorni di aprile, in un piccolo team, abbiamo seguito la coppia fra canali e barene per ripulire la Laguna dei tanti rifiuti che la soffocano. Con Kayak, sacchetti e retini, abbiamo amato la loro dedizione e passione per Venezia.

Il progetto nasce nel 2023 con la volontà di una giovane coppia di rimanere a Venezia – Nicolò, abbronzato dalle escursioni in Kayak, sorride raccontandoci del progetto – vogliamo creare una vita presente e futura in questa città. Il nome Cao Rio arriva dalla Venezia storica,  dove i bambini si lanciavano nei canali per gioco, gridando “andiamo in Cao Rio”; memori di questi filmati degli anni Cinquanta, anche noi ci vogliamo lanciare nei canali gridando “torniamo in Cao Rio”, con l’idea di creare una mobilità differente, sostenibile e sana. È l’idea di mantenere la tradizione con una ventata di novità. Inoltre il mio soprannome è Cao, quindi tutto si lega alla scelta del nome del nostro progetto”.

Nicolò e Alexandra
Nicolò e Alexandra

“Il nostro sogno era fare qualche cosa di utile per la città in cui viviamo – continua Alexandra, in un italiano perfetto, elegante e orgogliosa – Nicolò ha lanciato l’idea e io gli ho proposto di occuparmi della parte manageriale. Nicolò è veneto, o meglio, Veneziano dal 1404, perchè arriva da Vicenza. Io sono arrivata dall’Europa dell’Est due anni fa e mi sono innamorata di Venezia; ho da subito capito che un’Isola così magica è in realtà in pericolo e bisogna tutelarla da coloro non hanno la nostra sensibilità”.

Vivere, educare e ripulire Venezia

“Insieme abbiamo costruito una nuova idea di turismo per tutelare la fragilità di Venezia – aggiunge Nicolò – Pensando alle nostre conoscenze pregresse, abbiamo unito il nostro sapere e dato vita a Cao Rio. Vogliamo creare sensibilizzazione per la Laguna, coinvolgendo le persone del posto e i turisti, per vivere con qualità e consapevolezza. Ho messo insieme la mia passione per il Kayak, la Laguna e le mie conoscenze di turismo culturale per strutturarci. Venezia si basa su una monocultura turistica fortemente legata al passato: c’è idea di turismo di massa, poco consapevole di quella che è la realtà della città, ma legata solo alla bellezza transitoria. Sono convinto che si debba puntare alla qualità e entrare nell’ottica non di “Visitare Venezia” ma di “Vivere Venezia”. Ci appoggiamo alla Reale Società Canottieri Querini: da qui, grazie ai Kayak, diamo vita ad un turismo completamente sostenibile che consente di vedere la città nel suo elemento. Si parla di storia, di ambiente e di quotidianità”.

Cao Rio, fra Barene, Canali e Palazzi storici. Foto @caorio
Cao Rio, fra Barene, Canali e Palazzi storici. Foto @caorio

“Facciamo del bene al corpo, all’anima e alla consapevolezza – dice Alexandra – oltre ai turisti, anche i Veneziani prendono parte alla nostra idea di consapevolezz,a con il progetto mensile Voga e Neta (voga e pulisci). Senza creare moto ondoso, con i Kayak o le imbarcazioni della voga veneta, educhiamo al rispetto della Laguna, vogando e ripulendo la nostra città. Non c’è solo plastica, ma rifiuti lignei, resti di bricole che inquinano poco, ma possono essere pericolosi per le altre imbarcazioni. Quindi affidatevi a noi, per provare questa nuova esperienza e scoprire la Laguna”.

La venezianità parte dalla consapevolezza

“L’etica turistica e di educazione civica ci porteranno anche nelle scuole – spiega Nicolò– presentiamo i progetti ai più piccoli, che sono il futuro della città. Coinvolgiamo così bambini e famiglie. Molte persone sono, come noi, “nuovi veneziani”. Con il passare del tempo e a nuove collaborazioni siamo sicuri che avremo tanti nuovi amici e appassionati che ci seguiranno. Al momento abbiamo 8 canoe e con la Società Querini possono essere messe a disposizione altre imbarcazioni; ogni prima domenica del mese organizziamo il Voga e Neta e, con un contributo, si può sostenere la nostra realtà”.

La venezianità parte quindi dalla consapevolezza della Laguna, delle sue fragilità e del suo potenziale per viverla al meglio. Il progetto Cao Rio è quindi un nuovo modo per amare la Laguna e Venezia. Cao Rio non è solo Kayak, ma è l’idea di una giovane coppia di dare una nuova percezione della storia, della vita e delle potenzialità di Venezia, per conoscerla e sostenerla davvero.

Vi aspettiamo e vi invitiamo a seguire Nicolò e Alexandra sul sito e sui social.

https://caorio.com/italian