In questi anni mi sono ritrovata a viaggiare con i carovanieri del sale in Etiopia. Lunghe marce sotto il sole del Dallol, per comprare i preziosi blocchi di sale e trasportarli fino al Tigray. Marce lunghe, spesso silenziose, allietate da morsi all’injira secca preparata dalle ragazze etiopi e dai versi buffi dei dromedari.
Notti sotto le stelle, cullati dal vento caldo del punto altimetrico più basso del pianeta e dalle leggende sulla Regina di Saba. Notti in cui occhietti vispi di bambini spuntavano dal nulla per osservarmi stupiti e giocare con gesti d’intesa.
Giornate lunghe, spesso massacranti, camminando su sabbia lavica e asfalto, interfacciandosi con guerriglieri e lavoratori cinesi. Giornate in cui l’Etiopia cambiava rapidamente il suo aspetto e silenziosamente si avviava alla guerra civile. In queste pagine vi aggiornerò sugli sviluppi del mio dottorato, viaggiando fra guerriglieri, cantieri e litanie.