Palermo

Palermo è la città dai sette nomi; dove il verde dei monti abbraccia il blu del mare, in un contrasto perfetto fra i mattoni ocra delle case e il giallo dei tetti maiolicati.

I Quattro Canti della città di Palermo

Palermo è mondo. Greca per le metope che si intravedono ancora in qualche sparuta costruzione di periferia; cartaginese per l’imponenza del porto e la caparbietà dei pescatori; araba per le architetture e il profumo di spezie che si respira nelle anguste vie del centro; francese per l’eleganza delle aree toccate dalla dominazione degli Altavilla; spagnola per le scelte stilistiche della statuaria e dell’evoluzione urbana; inglese per l’eco dei passi di Lady Hamilton e le lusinghe dell’ammiraglio Nelson; asiatica per l’eccentricità importata dai viaggi della famiglia Florio.

Tutto questo è Palermo, indimenticabile, poetico e frizzante centro del Mediterraneo.

Una storia multietnica

Le sue origini risalgono all’epoca preistorica, come mostrano le indagini archeologiche compiute all’interno del sistema di grotte dell’Addaura, che costellano Monte Pellegrino. Dal Libano, i fenici compresero subito il suo potenziale e fondarono nel 734 a.C., Mabbonath, un importante approdo commerciale; la dominazione fenicia che si intrecciò con quella cartaginese donò un nuovo nome alla città: Zyz, fiore. Nell’VIII secolo i greci si impadronirono della Sicilia e rimasero folgorati da questo agglomerato di vita e dal suo legame con l’acqua, così vicino alle imprese di Odisseo e alle amate coste dell’Ellesponto. Il nome fu quindi cambiato in Panormos, che indica “Porto a tutto tondo”; il nome, che vestiva perfettamente la nuova polis, fu riutilizzato dai romani nel 254 a.C., con la latinizzazione in Panormos.

La storia di Palermo però è solo agli inizi della sua multietnicità: dopo le conquiste dei Vandali e degli Ostrogoti poi, si mantenne sino al 883 d. C. bizantina, per cambiare ancora una volta lingua e forma, con la dominazione araba. La città divenne così Balarm, anche se spesso il nome più comune è Medinah, che indica città per antonomasia; con questa nuova identità, continuò ad essere contesa da altri Pigmalioni. Nel 1061 i Normanni la battezzarono Balermus, cambiando i tratti dei suoi abitanti, che iniziano a tingersi di biondo e ricoprirsi di lentiggini, in quello che è uno dei contrasti umani più affascinanti d’Italia; lo stesso Oscar Wilde, innamorato di questa città,  descriveva i palermitani come “ragazzi con volti che sanno di grecità, altri proprio da arabi, che sembrano tante sculture che girano a cielo aperto”.

La monumentale Chiesa di San Cataldo
La monumentale Chiesa di San Cataldo

Divenne Sveva con Federico II, prendendo il nome finale di Palermo; angioina seppur per un breve periodo, sino a quando, il trattato di Utrecht del 1731 mise fine alle dinastie spagnole. La crisi europea provocata dalla Rivoluzione Francese non fece che accentuare il distacco fra Napoli e la Sicilia. Nel 1799 Napoli si proclamò Repubblica, mentre la Sicilia fu rifugio di Ferdinando IV e base della riconquista conclusa dal cardinale Fabrizio Ruffo. L’unione di forma iniziò nel 1738 con il congresso di Vienna e terminò nel 1861 con l’Unità d’Italia, che rese Palermo la meravigliosa città e capitale europea della cultura 2018, che oggi conosciamo: caotica, poliedrica e aperta a nuove prospettive.

Palermo città Grunge, patria di grandi donne e di eroi

Palermo è una città Grunge: anticonformista, elegante e spettinata nello stesso tempo. Vive del contrasto fra le spiagge, raffinate e modaiole e le anguste vie del centro, decadenti e chiassose. È la città in cui perdersi è un dono, in quanto si scoprono scorci meravigliosi e indelebili tratti di quotidianità; dove fra un monumento e un dolcetto di marzapane, si incontra la libreria più stretta del mondo.

La libreria più stretta del mondo, La stanza di Carta
La libreria più stretta del mondo, La stanza di Carta

Dove i mercati di quartiere consentono al viaggiatore di tornare indietro nel tempo e dove i festival di arte e musica, riportano alla realtà contemporanea ed europea; fra questi “Manifesta”, la biennale nomade europea che nasce in risposta al cambiamento economico e politico, che si contrappone alla litanica e tradizionale processione di Santa Rosalia, legata al forte senso di devozione dei cittadini. La tradizione dei Pupi, che incantano con le gesta cavalleresche di Orando Furioso e Innamorato, che si amalgama all’armonica architettura arabo-normanna.

I Pupi del teatro Kemonia, della famiglia Cuticchio e figli
I Pupi del teatro Kemonia, della famiglia Cuticchio e figli

A Palermo risuona ancora l’eco di personaggi che hanno impresso nella storia d’Italia le loro gesta. Indimenticabili i giudici Giovanni Falcone e Augusto Borsellino e tutti gli eroi che hanno dato la vita per la libertà.

Così come spicca il nome della famiglia Florio: fonte inesauribile di gossip fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, ma fortemente amata dai palermitani per l’evergetismo e la genialità dei suoi membri; in primis Vincenzo e poi suo figlio, Ignazio, che resero Palermo una città industriale competitiva su scala europea; di umili origini, aprirono una bottega di spezie, per poi crescere, sino a diventare imprenditori di fama mondiale, detentori di un immenso potere in città. La famiglia diede un forte impulso alla realizzazione di cantieri navali, per poi investire nelle tonnare; grazie all’invenzione del tonno sott’olio divennero realmente fra i personaggi più potenti della Sicilia e si dedicarono ad investimenti edilizi che consentirono la modernizzazione della città.

Palermo è anche la città delle grandi donne, che hanno fatto parlare di sé in tutta Europa. Fra queste Donna Franca Florio considerata, durante la Belle Époque, una delle donne più belle al mondo e amore proibito per tanti uomini influenti del periodo: come l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e persino il grande amatore Gabriele D’Annunzio. Fu una femminista ante litteram, che si batté per l’apertura degli asili nido all’interno degli stabilimenti Florio, per il riconoscimento del lavoro delle donne, dando dei premi e delle agevolazioni alle madri lavoratrici. Spiccano, nei murales della città, volti di donne e della loro influenza sulla città.

Temet e Nosce, volti di donna sui murales della città
Temet e Nosce, volti di donna sui murales della città

Con la sua leggiadria di versi, emerge la figura della scrittrice, Natalia Ginzburg, figlia dello scienziato e attivista Giuseppe Levi. Titoli straordinari come “E’ stato così”, o le commedie teatrali, come “Ti ho sposato per allegria”, hanno lasciato una profonda impronta nella storia della letteratura palermitana e italiana, fatta di ironia, brutalità e poesia.

Dall’altura di Monte Pellegrino alla profondità dei Qanat

A 600 metri sul livello del mare spicca Monte Pellegrino, famoso per la vicina grotta dell’Addaura, in cui sono stati trovati resti mesolitici e incisioni rupestri.

Dall'alto del Monte Pellegrino
Dall’alto del Monte Pellegrino

Visto dall’alto appare come un Iceberg verde, immerso fra i colori della città e il blu del mare. Il rilievo è una delle zone sacre di Palermo, che si collega all’Itinerarium Rosaliae; già in epoca araba era conosciuto come Tell Grin, “Monte Vicino”, volgarizzato, poi, in Pellegrino. E proprio di un pellegrinaggio si tratta: per rendere omaggio alla Rosa senza spine della famiglia degli Altavilla, Santa Rosalia appunto. Figlia del Re Ruggero II, decise di rinunciare agli agi della vita di corte, allontanando pretendenti e ricchezze; si convertì e scelse di vivere in solitudine nella grotta di Monte Pellegrino, dove morì nel 1170. I Palermitani, devoti alla Santa, ogni luglio si riuniscono per raggiungere il Monte, in una festa sontuosa e armoniosa. 

Il tesoro di Santa Rosalia
Il tesoro di Santa Rosalia

Nel centro di Palermo, in Via Nave, preparatevi ad entrare nelle profondità della città e scoprire uno degli elementi di ingegneria idraulica più interessanti e sconosciuti della città: i Qanat. Questo complesso di gallerie, detto Qanat in arabo o Kariz in persiano è comune in tutto il Medio Oriente: dall’Iran alla Siria, passando per il Maghreb e la Spagna. La loro funzione era quella di creare una canalizzazione d’acqua sotterranea che consentisse alla stessa di non evaporare, al contrario del sistema romano, più adatto ai climi miti. La città è sempre stata un Paradiso in terra, con grandi giardini che necessitavano di essere mantenuti floridi e densamente abitata, con una richiesta di acqua potabile elevata. Con questo sistema di canali e vasi comunicanti, quindi, l’acqua poteva scorrere fresca sottoterra ed essere facilmente reperibile. Non a caso, le qanate si trovano in prossimità di Corso Calatafimi, che in passato era un vasto giardino reale, ricco di pianete esotiche e fontane spettacolari.

I qanat e il complesso sistema acquedottifero. Foto @samueleschirò
I qanat e il complesso sistema acquedottifero. Foto @samueleschirò

Accompagnati da guide speleologiche si entra quindi in uno dei punti più profondi di Palermo, avvolti dall’eco dei propri passi e dallo scroscio dell’acqua; acqua che toccherete e che vi rinfrescherà durante questo tragitto surreale.  

Lo stadio

Lo stadio fu creato nel 1932 dando avvio alla stagione della squadra nero rosa contro l’Atalanta. Il legame con l’epoca dei Florio faceva da eco nel suo nome “La Favorita”. Nel 1937 fu intitolato a Michele Marrone, ufficiale e calciatore ucciso nella seconda guerra mondiale. Subì tre ampliamenti, uno di essi per i Mondiali Italia ’90. Dal 18 settembre 2002, l’impianto è stato è intitolato a Renzo Barbera, presidente del Palermo nel decennio 1970-1980 e ospita 36365 spettatori.

La squadra

Il Palermo FC e le sue aquile, indossano i colori rosa nero dal 1907. i colori originari erano il rosso e il blu, e la leggenda vuole che, con un candeggio sbagliato si trasformassero in rosa e nero. I più romantici vogliono vedere in questi colori il contrasto fra il dolce e l’amaro. Kuro è l’aquila che accompagnò la squadra in Serie A, indossando la maglia 04.

Il presidente è Dario Mirri, l’allenatore Eugenio Corini.

I calciatori

NumeroRuoloCalciatore
1PSebastiano Desplanches
2DSimon Graves Jensen
3DKristoffer Lund
4CClaudio Gomes
5DFabio Lucioni
6CLeo Štulac
7ALeonardo Mancuso
8CJacopo Segre
9AMatteo Brunori (capitano)
10AFrancesco Di Mariano
11ARoberto Insigne
12PManfredi Nespola
13PAdnan Kanuric
15DIvan Marconi
17AFederico Di Francesco
18DIonuț Nedelcearu
20CAljosa Vasic
22PMirko Pigliacelli
25DAlessio Buttaro
27DEdoardo Soleri
30ANicola Valente
31DGiuseppe Aurelio
32DPietro Ceccaroni
37DAleš Matějů
53CLiam Henderson
80CMamadou Coulibaly
 DBubacarr Marong
 DMasimiliano Doda
Le aquile rosa e nere del Palermo
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Autore: erikamattio

Archeologa, antropologa, giornalista, viaggiatrice, sportiva e scrittrice. Inguaribile sognatrice e fervida sostenitrice delle potenzialità di MacGyver. Amante delle situazioni complicate e dei valori dell'amicizia.

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