Cosenza è la città dei 7 colli, abbarbicata fra il Tiglio e il Pancrazio, fra la storia dei Bruzi e l’architettura contemporanea. Prima del calcio d’inizio, andiamo a scoprire Cosenza e il parco nazionale della Sila.
Salendo i gradoni del centro storico, si raggiungono i fasti del Normanni e la modernità dell’architetto Santiago Calatrava. Dalla tradizione ellenistica, nasce una città romana il cui tessuto archeologico è percettibile ad ogni passo che si fonde all’arte contemporanea di un museo en plair air.
Neve al limone e cattedrali gotiche
Cosenza è contrasto fra la Nobiltà e la Chiesa, fra l’ambizione augustea e dominazione Sveva. Le somiglianze a Roma e Atene iniziano con la conformazione a 7 colli. Le strade, in salita e discesa, vi faranno viaggiare nel tempo: fra epoca ellenistica, medievale e moderna.
Proprio sulla sommità della città, svetta il castello Normanno-Svevo, con la sua torre ottagonale e il marchio di Federico di Svevia. Con lo scopo difensivo e celebrativo, il castello era simbolo del potere svevo sul Meridione. I nobili del tempo avevano la passione per le stranezze: fra queste la neve della Sila insaporita dal succo di limone, oggi trasformate in granite che potrete assaggiare in ogni angolo della città.

Fra le bellezze di Cosenza, svetta il Duomo, considerato fra le più antiche cattedrali d’Italia, con 8 secoli di storia. Ogni epoca ha lasciato la sua traccia, dai sarcofagi medievali agli affreschi contemporanei. Così, fra nobili e Santi, si entra in un’altra chiesa incredibile: San Domenico, il maggior punto di riferimento di Cosenza. Il complesso monumentale presenta ben 7 chiese, in cui la sacralità si respira in ogni mattone. All’interno si trova un antico scolatoio, legato al tema della sacralità dell’ars funeraria. La chiesa, tardo gotica crea un dialogo con tutta la Calabria, in quanto vi sono segni votivi per la “Madonna della febbre”, a cui ci si rivolgeva per chiedere la cura della malaria. Pellegrinaggi e percorsi reali che si realizzavano proprio qui, a Cosenza.
Fra Eroi e Pianoforti
Cosentia, fu conquistata dal re visigoto Alarico. Dopo il Sacco di Roma, del 410 d.C., affamato di Italia, annetté il regno dei Bruzi. Proprio qui, nella confluenza fra i fiumi Crati e Busento, dopo aver rifondato Cosenza, Alarico morì. La leggenda si fa strada: secondo gli storici del tempo, il re fu sepolto nello specchio d’acqua fra i due fiumi, insieme al suo cavallo e ad un tesoro inestimabile. Nessuno lo ha ancora trovato, ma lo scultore torinese Paolo Grassino, nel 2016 ha dedicato al re e a Cosenza, una statua che rievoca i fasti del suo dominio.
Dalla ricerca del tesoro si passa all’invenzione musicale più famosa: il pianoforte. Il teatro cittadino è dedicato proprio al suo inventore: il calabrese, Alfonso Rendano. Fu ricordato per aver creato il terzo pedale indipendente del piano forte, alla fine del 1800. Il nome era “forte piano” e, dopo l’invenzione del musicista, prese il nome di “pianoforte”. Il teatro si affaccia su un altro luogo della memoria: Piazza 15 marzo 1944. Proprio dove furono fucilati i fratelli Bandiera, il 25 luglio 1944.
Dai ponti ai treni a vapore
Cosenza è quindi passato e futuro. L’ingresso cittadino è forgiato dal Ponte Caltarava. È il ponte strallato più alto d’Europa, con i suoi 104 metri. La sua forma si rifà ancora una volta alla tradizione biblica. È dedicato al miracolo della vela di San Francesco da Paola, di cui il ponte assume la forma. Nella tradizione, San Francesco trasformò il suo mantello in una vela, per oltrepassare lo Stretto di Messina e raggiungere la Calabria.

Non ci resta che provare un’altra magia: il viaggio per raggiungere il Parco Nazionale della Sila, con il treno a vapore. La Sila vi riempirà il cuore con le mille e una proposta: dalle cascate ai Giganti, dai villaggi ai laghi. Un parco che accontenterà ogni sportivo con attività di orienteering per i boschi, trekking in vetta, passando per il mountain bike e lo sci, prima del calcio d’inizio.
La città per i tifosi
E lo stadio? Seguendo le vie del centro, si raggiunge il Rione San Vito, dove svetta lo stadio Gigi Marulla. E’ il secondo più grande della Calabria, con i suoi 28987 posti. Fu progettato da Terenzio Tavolaro nel 1958, modificato negli anni Settanta e nel 2018.

Squadra
Fabio Caserta allena la squadra dei lupi Rosso-Blu. La maglia dei lupi è realizzata da Nike e Oro Sport.
Conosciamo i giocatori.
| Numero | Ruolo | Calciatore |
| 1 | P | Alessandro Micai |
| 3 | D | Andrea Rispoli |
| 6 | D | Alessandro Fontanarosa |
| 7 | A | Manuel Marras |
| 9 | A | Gennaro Tutino |
| 10 | C | Christian D’Urso |
| 11 | D | Tommaso D’Orazio |
| 12 | P | Alessandro Lai |
| 13 | D | Andrea Meroni |
| 14 | C | Giacomo Calò |
| 17 | D | Baldovino Cimino |
| 19 | A | Valerio Crispi |
| 20 | A | Alessandro Arioli |
| 21 | A | Massimo Zilli |
| 23 | D | Michael Venturi |
| 26 | C | Mateusz Praszelik |
| 27 | D | Pietro Martino |
| 30 | A | Simone Mazzocchi |
| 33 | D | Salvatore Dario La Verdera |
| 34 | C | Aldo Florenzi |
| 35 | C | Raffaele Marisca |
| 36 | A | Jahce Novello |
| 42 | C | Idriz Voca |
| 77 | P | Leonardo Marson |
| 98 | C | Federico Zuccon |
| D | Angelo Corsi | |
| A | Mattia Finotto | |
| C | Mattia Viviani | |
| C | Franck Teyou |