L’ultima tappa del G20 e l’inizio della COP26, sono le basi per creare nuovi trattati sul clima

G20 e COP26 fra promesse e bacchettate, i leader stipulano nuovi accordi

Il weekend di Halloween ha visto l’Italia e, in particolare Roma, protagonista dell’ultimo appuntamento del G20 sul clima; mentre dal 31 Ottobre al 12 novembre, è Glasgow ad ospitare la ventiseiesima Conferenza delle Parti. 

In queste settimane si è parlato delle sorti del pianeta nel periodo Post Covid, come hanno dimostrato i vertici organizzati dall’Italia a Matera e Venezia. Dall’ultima tappa del G20 sono emerse possibili soluzioni per parlare di clima, ma anche per i vaccini, la tutela nei confronti dei Paesi del Terzo Mondo e le tasse minime per le multinazionali.

Non sono mancate polemiche, che stanno sfociando nella COP26, dove si cercherà di raggiungere un accordo comune sulle riduzioni dei gas serra e sui finanziamenti da destinare ai Paesi più poveri, per consentire loro di mantenere fede alle proposte sulla tutela del clima. E, mentre fra Polonia e Bielorussia non scorre buon sangue, ma fiumane di migranti disperati, i leader si affronteranno in nuove tematiche sulla migrazione.

La città eterna conquista i leader del G20

Roma ha conquistato i leader di tutto il Mondo. Fra giri turistici e momenti di rilassatezza, Draghi ha splendidamente convogliato i politici in un incontro produttivo e decisivo; nel suo discorso ha ribadito che la multilateralità è l’unica strada da seguire e che visioni diverse non devono ridurre le ambizioni sul clima.

Gossip e scatti rubati non sono mancati: dalla sgargiante giacca rosso fuoco delle first lady Britannica, alle degustazioni di porchetta nel cuore di Roma di Bolsonaro; dall’incontro di Biden con il papa, al lancio della monetine di un’euro di tutti i leader nella fontana di Trevi. 

Un gesto di grande rilevanza è stata la stretta di mano con il presidente turco Erdogan, che ha sciolto i dissapori che si erano creati qualche mese fa proprio nei confronti di Draghi. 

Il G20 ha quindi portato nuovi progetti sul futuro del clima. Come già sancito dai delegati, riunitisi a Venezia lo scorso luglio, i presupposti sono quelli di arrivare ad ottenere zero emissioni entro il 2050 e ridurre le emissioni collettive di gas serra; la novità è stata la promessa di mantenere la soglia della temperatura de riscaldamento globale a 1,5 gradi.

Usa ed Europa uniti per migliorare il clima, nonostante le bacchettate di Cina e Russia

Il G20 sul clima ha portato ad affrontare tematiche di natura internazionale: il ministro degli esteri cinese Wang Yi, infatti, non ha perso occasione per parlare del rapporto con Tiwan. Wang Yi, ha reguardito gli USA, bacchettando Biden sul ruolo degli Stati Uniti e del loro impegno di rimanere fedeli e alleati della Cina, indipendentemente dalle loro manovre di politica interna. 

Nel contempo, gli USA e l’Europa hanno ribadito il loro impegno nel collaborare per affrontare le sfide dei prossimi anni. Joe Biden e Ursula von der Leyen hanno deciso di eliminare, incentrate le direzioni, dazi su acciaio e alluminio, per creare una collaborazione ancora più stretta. 

Fra i bacchettoni, la Russia è stata l’unico Paese a mostrarsi fuori dal coro. Il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, ha altresì ribadito che fra i presupposti di Putin vi è quello di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, in quanto è l’UE non ha tenuto conto delle necessità della Russia. Seppure in un clima di lieve critica, le proposte di Lavrov sono parse consone alle dimensioni di uno dei Paesi più grandi del Mondo, e i leader hanno compreso che, gli impegni della Russia devono diversificarsi da quello degli altri Paesi.. 

È Draghi a vincere in un mondo più green e con più vaccini 

Fra le immagini più suggestive di questo G20, vi è la foto del Principe Carlo in versione green con in mano una pianta alta e rigogliosa; in questa vignetta si riassume ciò che stato questo G20: l’impegnò di essere green, ma anche in salute. I leader hanno, infatti, anche parlato di vaccini. Il G20 ha messo voce all’importanza di sviluppare i vaccini in un tempo di 100 giorni. 

I leader si sono così impegnati di sostenere i laboratori scientifici e di ridurre il ciclo di sviluppo da 300 a 100 giorni. 

Inoltre l’obiettivo primario resta quello di garantire una vaccinazione efficace anche nei paesi più poveri. I leader hanno quindi promesso di avanzare con le vaccinazioni per raggiungere il 40% della popolazione entro la fine del 2021 e il 70% entro l’estate del 2022.

Si conclude così un G20 carico di iniziative, promesse e con apparenti segnali di rappacificamento fra gli USA e la Cina. Il vero vincitore resta comunque Mario Draghi, che ha portato alta la bandiera dell’Italia, dando una nuova prospettiva al nostro Paese, nonostante una buona dose di teoria e di poca applicazione pratica da parte degli altri leader, che vedremo come si concretizzerà in questi ultimi giorni di COP26.

Pubblicato da erikamattio

Archeologa e antropologa, viaggiatrice, sportiva e scrittrice. Inguaribile sognatrice e fervida sostenitrice delle potenzialità di MacGyver. Amante delle situazioni complicate e dei valori dell'amicizia.

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