Chile e las mujeres. Nasce la prima costituzione paritaria al Mondo

Dal Cile una spinta di cambiamento che renderà le donne protagoniste della sua storia

Le donne cilene guidano il cambiamento, Cordigliera delle Ande

Il Cile, paese che si estende lungo l’oceano Atlantico, in un’indescrivibile varietà paesaggistica e antropologica. Fra le note degli Inti llimani e i versi di Pablo Neruda, in un passato fatto di grandi scelte politiche e la ricerca di giustizia sociale, il Cile di oggi vive uno dei più grandi cambiamenti della sua storia. 

La storia del Cile contemporaneo è stata segnata dal golpe di Pinochet, che l’11 settembre 1973, rovesciò il governo di Salvador Allenda. Il presidente, al comando dell’Unidad Popular, credette fino in fondo all’idea che il socialismo rendesse gli uomini liberi, nazionalizzando le grandi e fiorenti miniere di rame, per far rivivere il suo paese. Iniziò a ridursi la forbice che separava i differenti strati della popolazione. Si respirava un clima di laicità, con le prime leggi su divorzio, aborto e istruzione.

Ma la spinta di un Occidente proteso verso la guerra fredda e la paura dei movimenti insurrezionalisti che stavano imperversando in molti stati sudamericani, fecero emergere la figura di Augusto Pinochet, all’epoca un fidato di Allenda. Gli Stati Uniti e i loro alleati finanziarono segretamente Pinochet, che rovesciò il governo, imponendosi come dittatore militare. Allenda, entrato all’interno di palazzo Moneda, prese un fucile e si uccise, segnando così la fine di uno stato prospero e competitivo.

Durante il regime di Pinochet le dinamiche sociali cambiarono, la repressione fu brutale, al punto tale che lo stadio di Santiago divenne il luogo destinato ad esecuzioni pubbliche. Per quindici anni il paese fu soffocato dall’ombra del leader, nonostante gli appoggi economici che fioccavano dall’Occidente che avevano reso il Cile degli anni Ottanta uno dei paesi economicamente più floridi del continente Sud Americano, nonostante le disuguaglianze sociali fossero marcate. Nel 1988, Pinochet, convinto di essere rieletto, propose un referendum politico: il avrebbe automaticamente confermato il suo regime per altri otto anni, mentre il no avrebbe dato avvio a nuove elezioni popolari. Grazie all’intervento di alcuni personaggi famosi e al coraggio dei cileni, la popolazione votò per il no, affidando il Cile al democratico cristiano Patricio Aylwin, il primo presidente eletto democraticamente. A lui successero Eduardo Frei Ruiz-Tagle, Ricardo Lagos e la prima presidentessa donna, Michelle Bachelet. 

Proprio oggi, un nuovo referendum cambia nuovamente la storia del paese. Il Cile sta vivendo uno dei cambiamenti più importanti della sua storia, che si rifletterà in tutto il Sud America: la creazione della prima costituzione scritta in forma paritaria da uomini e donne. L’assemblea sarà costituita da 155 membri, la cui metà sarà femminile e in un anno dovrà essere riscritta la nuova costituzione. Il 25 Ottobre 2020 il Cile è andato al voto: nnonostante i limiti imposti dal Coronavirus, il risultato è stato schiacciante: il 79% della popolazione ha votato per il sì, con un’elevatissima partecipazione femminile ai seggi.   

La costituzione parte dalle donne del Cile

La forza e la determinazione delle donne cilene è ammirevole. La mia amica Kari Silva, bancaria di Santo Domingo del Cile, è spesso impegnata nei movimenti di protesta femministi: mi invia video e foto di marce mastodontiche per le strade di Santiago, da cui emerge la sua la sua voce insieme a quella di migliaia di altre donne.

“Ho marciato molte volte per le strade di Santiago, prendendo spesso giorni di ferie, per poter gridare inni alla nostra libertà. Ricordo quando nel 2017 restammo in piedi per un giorno e una notte per richiedere l’aborto terapeutico in caso di stupro; la gioia che provai quanto le nostre richieste furono accolte fu immensa. In Europa sembra poco, ma per noi, dopo Pinochet e una cultura molto machista è davvero importante questo risultato. Il cambio costituzionale rappresenta un momento epocale per il Cile e per noi donne. Siamo il primo e unico paese del Sud America che avrà una costituzione scritta anche da donne: sono convinta che un numero paritario di rappresentanti cambierà le condizioni lavorative di chi non è in parlamento. Potremmo avere più riconoscimenti e un salario uguale a quello maschile. Da donna son veramente emozionata e sono sicura che questo sarà un primo inizio che stimolerà anche altri paesi”.

La rinascita del Cile dopo le proteste

Già negli anni Ottanta le donne di Las mujeres por la democrazia manifestavano urlanti per le strade di Santiago, per richiedere più diritti.  

Nell’ultimo anno molte sono state le proteste che hanno coinvolto il Paese, e non solo: il Coronavirus è stato devastante e ha stremato la popolazione. Il cambiamento è quindi una rinascita che darà davvero nuova speranza e nuovi stimoli alla popolazione che è ancora stremata dagli eventi passati. Prima di questa scelta, che sarà ufficialmente eletta l’11 aprile 2021, le donne rappresentavano solo il 20% del parlamento. Entro un anno l’assemblea dovrà redareil testo costituzionale che si dimostrerà un nuovo simbolo di democrazia e rinascita.

La costituzione che parte dal Cile per arrivare in Sud America

Queste manifestazioni e richieste stanno accendendo l’attenzione anche in altri paesi come l’Argentina e il Brasile. Qui, con il movimento #ElNao del 2018, le donne fecero sentire la loro forza contro il regime di Jair Bolsonaro, dimostrandosi più agguerrite degli uomini. Anche in altre parti del mondo sono le donne a inneggiare al cambiamento: pensiamo alla Polonia, con le mobilitazioni contro il divieto di aborto, che stanno paralizzando le strade di Varsavia, o quelle più silenziose ma visibili dell’Iran, con le ragazze che indossano veli bianchi per richiederne l’abolizione nei White Wednesday

Karina Alvarez, impiegata di origine argentina, residente a Venezia, ha partecipato ad alcune marce per la rivincita femminile nella sua città di origine, Buenos Aires; ha trascorso gran parte delle sue vacanze estive a difendere la causa femminista .

“Tutti gli anni torno a Buenos Aires dalla mia famiglia, e due anni fa ho partecipato alle marce femministe per la difesa delle donne contro gli abusi maschili. Con mia sorella e mia cugina ci siamo fiondate in strada: è stato bellissimo essere parte di quel tutto. Ricordo solo teste e corpi che marciavano nella via delle ambasciate urlando e cantando. Sono convinta che la spinta cilena presto arriverà anche nel mio paese e questo movimento darà non solo più voce e possibilità alle donna, ma consentirà alla politica di cambiare per davvero. Le donne riusciranno a governare con uno sguardo attento alle problematiche che gli uomni non riescono a vedere. Le pari opportunità sono un motivo di crescita e miglioria, soprattutto in questo periodo storico dove l’orientamento politico sta diventando molto nazionalista. Credo che così facendo si tornerà ad essere più aperti”.

Come disse Michelle Bachelet, ex presidente cilena“Solo quando tante donne fanno politica, cambia la politicae questo sarà l’inizio di un grande cambiamento.

Pubblicato da erikamattio

Archeologa e antropologa, viaggiatrice, sportiva e scrittrice. Inguaribile sognatrice e fervida sostenitrice delle potenzialità di MacGyver. Amante delle situazioni complicate e dei valori dell'amicizia.

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