Cieli di Persia

Lago salato, Shiraz @erikamattio

In volo verso la Persia, passando su moschee con le insegne verdi sgargianti proiettate verso il cielo e zone di bombardamenti dove è il rosso del sangue a tingere la terra, osservo i contorni sempre più lontani del continente Europeo e quelli ormai vicini dell’Asia, pronti ad ospitarmi per qualche settimana.

Nel viaggio tutto sembra fermo in un tempo imprecisato: il tavolino su cui sono appoggiati gli snacks, lo schermo con attori occidentali impegnati in qualche salto acrobatico, mentre decine di piedi più in basso la terra si muove, ad un ritmo pulsante. Non lontano l’Ararat protegge i resti dell’Arca, il Cammino delle Fate nasconde le impronte dei viandanti medievali e dei profughi di oggi, il Kurdistan grida la sua libertà e l’Iraq piange i suoi martiri. Tutto è vita e presente e fra poco anche io tornerò ad ascoltare il battito della terra, in sinergia con i miei passi. Presto calpesterò la sabbia su cui le carovane infinite di Alessandro si spinsero e respirerò la stessa aria profumata di cardamomo e melograno che Tamerlano odorò prima di invadere l’Ilkhanato di Persia.

La prima volta che sono arrivata in Iran, con un viaggio organizzato, avevo in testa mille e una domanda “Sarà sicuro? La mia libertà, in quanto donna, verrà limitata? Dovrò coprire anche i piedi? Come farò a scappare in caso di guerra?”.

Reduce dalle informazioni occidentalizzate sulla cultura iraniana, ero quasi sicura che sarei finita in un luogo dove solo un valoroso Vercingetorige sarebbe potuto scappare. LeggendoLettere Persianedi Montesquieu avevo colto, nelle descrizioni del politico e viaggiatore, la magnificenza di questi luoghi ‘‘Ho sentito un dolore perduto quando ho perso di vista la Persia”e questo mi incuriosiva immensamente.[1]Confortata dalla presenza del gruppo, appena entrata in contatto con Teheran, ho capito che dovevo cancellare tutto, basarmi sulle nuove sensazioni che stavo provando, osservando questa realtà senza pregiudizi.

È sempre così, quando si arriva in un posto nuovo bisogna fare i conti con le diversità, nessuno è pronto quando deve partire, ma quando si parla di Medio Oriente, si ha sempre una proiezione in negativo di quello che può accadere mentre, quando si viaggia in estremo Oriente, si è affascinati dalla cultura Buddista o Induista, dimenticandosi che, però, anche questi luoghi sono stati tristemente toccati da pulizie etniche: basti pensare al Tibet, o da guerre di religione non del tutto cancellate, come nel caso dello Sri Lanka o del Myanmar.

Lo studio dei popoli e delle tradizioni è il bagaglio che ogni cultura ha con sé, ma spesso ci si ci si lascia condizionare dalle informazioni dei mass media, assimilando solo la versione di chi scrive, senza essere a conoscenza della completezza delle informazioni. Solo toccando con mano è possibile apprezzare ed abbattere i nostri dubbi, In hoc signo vinces, “Con questo segno vincerai”, è la frase che l’imperatore Costantino sognò prima di conquistare Bisanzio: per me determina l’assimilazione di una nuova cultura ad integrazione della propria.


[1]Montescquieu, Lettere persiane, BUR, 1998, pp. 83-84

Pubblicato da erikamattio

Archeologa e antropologa, viaggiatrice, sportiva e scrittrice. Inguaribile sognatrice e fervida sostenitrice delle potenzialità di MacGyver. Amante delle situazioni complicate e dei valori dell'amicizia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: